In questa lunga quaresima ho avuto un cambiamento di atteggiamento? oppure non è cambiato nulla o almeno ho avuto consapevolezza di chi sono?
Siamo quasi giunti al termine di questo ricco cammino quaresimale, con tanti spunti di meditazione, tante riflessioni, con anche tante tragedie come la guerra, la fame, e tante altre sofferenze che purtroppo si circondano, siamo tutti sconvolti e confusi. La speranza in Dio è l’unica salvezza che ci può dare un pò di pace.
Torniamo al nostro cammino, in preparazione alla santa pasqua di Risurrezione, in quaresima cerchiamo in qualche modo di rinunciare a un qualchecosa come ci viene chiesto, o come ci dice l’inno all’Ufficio mattutino nella liturgia delle ore, “Sia parca e frugale la mensa” poi aggiunge “sia sobria la lingua ed il cuore”, infine ci dice “è il tempo di ascoltare la voce dello Spirito”, e noi penso che abbiamo cercato di farlo in qualche modo, è quale sono i frutti di questa preghiera, di questa penitenza, del digiuno, del silenzio?
Però prima dobbiamo comprendere che i frutti spirituali della Quaresima sono il rinnovamento interiore, cioè un rinunciare ad una vita precedente, con i suoi vizi e peccati, per dirla in maniera semplice o almeno un piccolo passo in avanti nella consapevolezza che se amiamo qualcosa si muove, quindi questo rinnovamento ci porta ad una maggiore vicinanza a Dio ed una crescita nelle virtù che ci insegna la Chiesa ma che ci dona il Signore, preparandosi alla Pasqua con un cuore libero, sereno e accogliente. Come avviene questo, proprio attraverso la preghiera, digiuno ed elemosina, con questi mezzi poi si ottengono anche frutti come carità, dominio di sé, umiltà, conversione del cuore e pace interiore, come dicevamo prima.
Ovviamente per arrivare a tutto ciò nel cammino quaresimale ho compreso e ho la consapevolezza dei miei limiti, solo quando una volta accettati, amati e curati, con la misericordia e amore gratuito posso andare oltre, ho riconosciuto in me, quell’egoismo, quella superbia, l’orgoglio, senso di superiorità, l’aggressività, la falsa umiltà, l’incoerenza, il non amare con sincerità ma solo per quieto vivere, il nascondersi, il giustificarsi, l’elenco potrebbe essere lungo, non dobbiamo aver paura di confessarci su questi mali, fa parte della natura umana, ma l’importante che ne siamo consapevoli e desiderosi di cambiare, possiamo cambiare se lo desideriamo veramente per non rimanere nella palude delle nostre tenebre, o “sepolcri imbiancati” come di Gesù nel vangelo, pulite solo l’esterno del bicchiere. Vediamo allora quali sono i principali frutti spirituali che dovrebbero nascere o che dovremo coltivare o se li abbiamo desiderati lungo questo cammino e come siamo cambiati guardandosi indietro.
I principali frutti spirituali includono:
Rinnovamento Interiore:
La Quaresima libera dalle distrazioni materiali, rinnova lo stile di vita, nei comportamenti e nella comunicazione, permette di riscoprire il senso della vita nell’amore e nella donazione, rende miti, mansueti, si diventa uomini di pace.
Conversione e Penitenza:
Sviluppo del dolore per i peccati, come mi comporto nelle azioni e nel linguaggio, ho più responsabilità dei miei limiti e nasce il desiderio sincero di cambiare vita, riconoscendo la dipendenza da Dio.
Dominio di sé:
Imparare a controllare i propri desideri materiali e spirituali, liberandosi dagli attaccamenti, io sono, io dico, io faccio.
Amore e Carità:
Sviluppo della solidarietà verso chi soffre, povertà e difficoltà, imparo a dialogare e a essere compassionevole, non superficiale ne egoista.
Preghiera e Unione con Dio:
Approfondimento del rapporto con il divino e riscoperta del nutrimento spirituale, senza la preghiera non posso vivere, la mia vita uno stile di preghiera.
Frutti dello Spirito:
San Paolo elenca nel contesto spirituale amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé.
In sintesi, la Quaresima è un cammino di “rinascita” che trasforma le privazioni (digiuno) in abbondanza spirituale.
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La saggezza spirituale ci insegna che che tutto ciò che ci circonda come mondo esterno è, nella maggior parte, un riflesso del nostro mondo interiore di come viviamo.
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