Quali sono i bisogni reali di cui abbiamo bisogno ogni giorno per il nostro benessere fisico e spirituale?
Facciamo un veloce riepilogo su cosa siano i peccati, riprendendo qualche articolo precedente.
La definizione di peccato
dal Catechismo della chiesa cattolica.
1849 Il peccato è una mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza; è una trasgressione in ordine all’amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell’uomo e attenta alla solidarietà umana. È stato definito « una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna ».
1850 Il peccato è un’offesa a Dio: « Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto » (Sal 51,6). Il peccato si erge contro l’amore di Dio per noi e allontana da lui i nostri cuori. Come il primo peccato, è una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volontà di diventare « come Dio » (Gn 3,5), conoscendo e determinando il bene e il male. Il peccato pertanto è « amore di sé fino al disprezzo di Dio ». 110 Per tale orgogliosa esaltazione di sé, il peccato è diametralmente opposto all’obbedienza di Gesù, che realizza la salvezza.
Perché a volte non riusciamo a controllare alcune azioni o comportamenti o non riusciamo ad accettarli?
Quali sono i bisogni di cui abbiamo bisogno realmente per avere una buona autostima di noi stessi, per capire e poter essere d’aiuto gli altri?
Quali sono i sentimenti che circolano nel nostro cuore, corpo e anima, affinché li possiamo trasmettere in maniera corretta senza reprimerli dentro di noi? .
E’ importante sapere che bisogna accettarsi completamente per quello che siamo e per quello che valiamo, ognuno di noi è dono agli occhi di Dio, siamo diamanti preziosi ma a che a volte lì mettiamo da parte perché ci concentriamo troppo su cose costruite dalla nostra mente e non dalla realtà che viviamo, questo vuol dire che non c’è da disprezzare niente di noi, neanche il nostro peccato, la nostra fragilità, la piccolezza di noi, se sappiamo valutarli nella giusta maniera e e trasformarli in doni preziosi, e facile molto facile, che ci buttiamo di morale giù perché non siamo quelli che vorremo o quelli che gli altri vorrebbero di noi o che vorremo di loro, o che altro mi passa per la testa per sentirmi sempre al di sotto di me stesso con me stesso.
Questo è un esercizio che dovremo fare spesso cioè: Ascoltare noi stessi, capire i nostri bisogni e gioire per le nostre emozioni, questo ci migliorerebbe molto il nostro modo e stile di vita.
I bisogni sono un deficit da colmare o una necessità da soddisfare, la stessa cosa in un certo modo vale per il peccato vogliamo colmare quei desideri con tanti vizi come ad esempio i vizi capitali, che già ne abbiamo parlato in precedenza.
La gratificazione dei bisogni produce comportamenti di collaborazione, la frustrazione ne produce altri, questo fa capire che non dobbiamo essere orgogliosi delle grandi cose che opero, ma essere grato a me stesso, magari ringraziando il buon Dio che mi ha reso capace di realizzarle.
invece un sentimento frustrazione di chi ritiene che il proprio agire sia stato o sia vano: ecco il provare un senso di frustrazione, come rabbia, delusione, dispiacere prima con se stesso poi con gli altri.
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Nei prossimi appuntamenti vedremo proprio i vari bisogni e come gestirli e nutrirli per una vita equilibrata e soddisfatta, nonostante cadute e riprese.

Manifestare e conoscere questi bisogni, che sono bisogni diciamo normali di ognuno che a volte pensiamo che siano scontati oppure che lì viviamo in maniera naturale ma senza sapere che possono essere dei potenziali che potrebbero migliorare il nostro vivere quotidiano.
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